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Il progetto “Non è mai troppo presto”

Il progetto “Non è mai troppo presto” è nato da un’idea della Fondazione Pensiero Solido: diventare genitori oggi vuol dire fare i conti con un mondo pieno di schermi, notifiche e connessioni che non si spengono mai.

Come scritto nel Rapporto conclusivo della VII Conferenza Nazionale sulle Dipendenze, “gli strumenti digitali – smartphone, social network, videogiochi, piattaforme online – sono diventati parte strutturale della vita quotidiana dei giovani e degli adulti, ridefinendo modalità di relazione, apprendimento, intrattenimento ed espressione personale. In questo contesto, l’emersione di comportamenti compulsivi legati all’uso delle tecnologie rappresenta un fenomeno in forte crescita, aggravato dall’assenza di confini chiari tra utilizzo funzionale e problematico. La digitalizzazione ha infatti amplificato vulnerabilità già presenti e ne ha introdotte di nuove, creando forme di dipendenza non mediate da sostanze ma da meccanismi psicologici, sociali e neurobiologici potenti”.

Si è parlato di sottovalutazione culturale del problema: l’uso intensivo delle tecnologie è così normalizzato da rendere difficile riconoscere comportamenti disfunzionali, ritardando l’intervento e alimentando senso di colpa, vergogna e ritiro sociale, soprattutto in adolescenti e famiglie.

Come indicato dalla Società Italiana di Pediatria le tecnologie, che possono offrire nuove opportunità di apprendimento e comunicazione, espongono i più piccoli a rischi che riguardano lo sviluppo cognitivo, emotivo e fisico.

 Lo spirito della campagna “Non è mai troppo presto”, con i 9 consigli digitali, è accompagnare verso una maggiore e più completa consapevolezza le famiglie su questo tema e ricordare che la connessione più importante, soprattutto nei primi anni di vita, resta quella tra genitori e figli: la tecnologia non può mai sostituire la presenza.

Sono i piccoli gesti quotidiani – un sorriso, un abbraccio, una parola detta guardandosi negli occhi – a costruire fiducia, sicurezza e amore nei primi anni di vita.

Ecco i 9 consigli:

1) ALLATTARE È UNO SGUARDO. Quando allatti guarda il tuo bimbo. È un momento fondamentale per creare connessione e sicurezza. Il telefono e lo scroll possono aspettare.

2) TU PRIMA DELLO SCHERMO. Quando sei con il tuo bambino, metti via il telefono: lo sguardo e la voce della mamma o del papà sono più importanti di qualsiasi notifica.

3) OCCHI NEGLI OCCHI. Ogni momento di attenzione condivisa - per esempio mentre cambi il pannolino - vale più di mille video.

4) A TAVOLA INSIEME. Non usare il video o la tv come distrazione per far mangiare il bimbo o la bimba.

5) IL LEGAME SI COSTRUISCE CON LA PRESENZA FISICA. Abbracci, carezze, parole, sguardi sono la vera "tecnologia affettiva" che nutre lo sviluppo.

6) NIENTE SCHERMO PER CALMARE. Non usare video o smartphone per distrarre o tranquillizzare: insegna a gestire le emozioni con la tua presenza.

7)STAI ATTENTO AL TUO USO DEL DIGITALE. I bambini imparano guardandoti. Se stai sempre con lo smartphone in mano, penseranno che la vita sia solo quella.

8) SI GIOCA CON GIOCATTOLI TOCCABILI E MANIPOLABILI. Offri al bimbo giochi e oggetti semplici da esplorare con le mani: stimolano molto più di una app.

9) POCHISSIMI SCHERMI NEI PRIMI TRE ANNI. Nei primi anni il cervello ha bisogno di toccare, maneggiare, guardare, imparare.