Social media, gaming e gioco d’azzardo: più di uno studente italiano su sei mostra comportamenti a rischio

Più di uno studente italiano su sei di età compresa tra gli 11 e i 17 anni mostra almeno un comportamento a rischio legato all'uso problematico dei social media, al gaming o al gioco d'azzardo. È quanto emerge dall’indagine nazionale "Dipendenze comportamentali nella Generazione Z 2.0", un progetto nato dalla collaborazione tra il Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto Superiore di Sanità e il Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri, i cui risultati sono in parte riportati anche nella Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia 2026.

L'indagine, condotta su un campione rappresentativo di oltre 18 mila studenti italiani, mostra che il 17,3% dei giovani tra gli 11 e i 13 anni, pari a circa 280.000 ragazzi, presenta almeno uno dei tre comportamenti a rischio analizzati. La percentuale sale al 17,9%, pari a oltre 400.000 studenti, tra i 14 e i 17 anni.

Il comportamento problematico più frequente tra gli studenti di 11-13 anni è rappresentato dal gaming, ovvero il gioco attraverso dispositivi elettronici: il 13,6% dei ragazzi presenta un profilo compatibile con un disturbo da gaming, pari a circa 219.000 studenti. Tra i 14 e i 17 anni la quota scende al 7,9%, corrispondente a circa 183.000 ragazzi. Un ulteriore elemento di attenzione riguarda la spesa all'interno dei videogiochi. Tra gli studenti con gaming problematico, quasi uno su due dichiara di aver speso denaro negli ultimi dodici mesi per avanzare più rapidamente o ottenere vantaggi nel gioco, anche tramite l’acquisto di loot box, ovvero pacchetti digitali dal contenuto “misterioso” che consentono di ottenere ricompense dall'esito incerto.

Il gioco d'azzardo, attività vietata ai minori di 18 anni, continua a coinvolgere una quota significativa di adolescenti. Tra gli studenti di età compresa tra 11 e 13 anni, il 10,6% dichiara di aver giocato d'azzardo negli ultimi dodici mesi, mentre tra i 14-17enni la percentuale sale al 22,1%. Complessivamente si stima che circa 340.000 studenti italiani abbiano un comportamento di gioco d'azzardo a rischio o problematico. I profili più critici risultano associati a propensione al rischio, impulsività e aggressività elevate, difficoltà del sonno, sintomi ansiosi e depressivi, esperienze di cyberbullismo e minore monitoraggio da parte degli adulti. Particolarmente critica è la modalità di gioco online: tra i 14-17enni che giocano esclusivamente online, i giocatori problematici sono il 20%, contro il 13,7% di chi gioca esclusivamente in luoghi fisici. Il dato rafforza la necessità di impedire l'accesso dei minorenni alle piattaforme di gioco d'azzardo attraverso sistemi affidabili di verifica dell'età e controlli efficaci.

Dall’indagine emerge infine una diminuzione dell’uso problematico dei social media tra i giovanissimi: l'1% degli studenti di 11-13 anni (circa 15.900 ragazzi) e il 2,1% dei 14-17enni (circa 48.600 studenti) mostra comportamenti correlati all’uso problematico dei social media, percentuali in calo rispetto al 2022.